Il viaggio

Il Viaggio

Il viaggio ha assunto, nelle diverse epoche della mia vita, significati diversi, spesso legati a

stati d'animo, desideri o sensazioni fisiche di evasione e piacevolezza, e simbolicamente

ha rappresentato tappe di crescita fondamentali.

 


 

Poi ci sono  i viaggi raccontati, di cui genitori e parenti parlano spesso e io ne faccio parte,

ma non riesco a ricordare. Sono viaggi che rimangono nei cassetti della memoria inconscia e

diventano come leggende, proprio perchè nel sentirli ripetere da sempre, tu dai per vero di

averli fatti.

Così immagino, ad esempio quale stupore ed espressione si sia dipinta sulla mia faccia, al

vedere il mare per la prima volta a soli 18 mesi: una faccia di chi vede una cosa dal

finestrino della macchina, a cui danno il nome mare, ma stenta a catalogare, perchè sconosciuta.

Questo fermo immagine di stupore, mi accompagna da sempre e si ripete ad ogni viaggio,

proprio come allora, e chi mi conosce, ora finalmente potrà capire, le mie espressioni

esagerate e protratte davanti ad un nuovo scenario, monumento o città....

Il primo ricordo di viaggio, invece,  mi porta ai 'giri' sulla gilera rosso fiammante, con mio

padre, da Forlì (la mia città) al Castello di Selvapiana (il suo paese natio) alla casa dei nonni.

Qui i ricordi coinvolgono i sensi e le emozioni, legati al pane con olio e sale e ai piedi congelati,

vicino al camino. Il vento che si portava via, ogni volta, un fazzoletto diverso (il casco di

allora) nonostante i miei inutili tentativi per avvisare mio padre, che si accorgeva sempre in

ritardo della mia perdita. La complicità del viaggio e della relazione 'esclusiva'che si creava

tra e me e mio padre, lasciando mia madre e mia sorella alla loro.. ma questa è un'altra storia.

In quegli anni desideravo solo essere la sua preferita, e il viaggiare con lui, accompagnarlo

nelle sue escursioni di cacciatore, ascoltare le storie davanti al focolare, che gli anziani

raccontavano, facilitava il mio desiderio.

Il viaggio, quando quel periodo era ormai terminato, e la pre-adolescenza aveva cambiato

profondamente, i rapporti precedenti,  divenne trasferirmi in treno, dai nonni materni.

Incontrare il mare, gli amici e il senso di libertà che ne derivava, divenne simbolicamente

mettere distanza tra me e ciò che mi faceva sentire schiacciata. Da allora il viaggiare assunse

dimensioni sempre più simboliche e furono passi lenti, a volte spaventosi, a volte di scoperta di

cose nuove e di aspetti nuovi di me.

Tutto questo per arrivare al disegno sopra, un altro tipo di viaggio.

Un disegno nato senza aspettative, creato sotto il sole in vacanza. Una nascita collocata in

basso a sinistra, un venire al mondo e forse provenire da una stella, senza averne memoria,

come il viaggio al mare, raccontato eppure sentito vero. Immagini di antiche gesta, di vecchie

saggie davanti al fuoco (come i nonni e i loro racconti, da bambina), animali che si agganciano

alle paure più ancestrali e rappresentano da sempre la loro possibile trasformazione in

energia primordiale.

Il mare, nuovamente il viaggio per trovare il prorio 'Eroe' dentro sè, ed il

cavallo alato per innalzare il pensiero oltre le radici e renderlo visione da realizzare, sogno

da immaginare. Ed è il fuoco che distrugge e arde per nutrire  con le ceneri, la nascita della

Dea, della Donna che permette il nuovo ciclo.

Il viaggio negli Archetipi e con gli Archetipi per toccare il cuore della Stella in noi

dormiente.

La folla di distinti 'IO'

 

 

'Sogno'

Il Padre, l'Unicorno e la protezione 

 

I SOGNI SON DESIDERI 2020

SONO MEMORIA

 

CHIAMAMI CON IL TUO NOME

 

 

Un segno segue un sentimento, un alito segreto mi emoziona turbandomi.

Portare alla luce ogni ombra, rende onore al mio segreto più intimo.

 

 

 Il Cuore e il suo ritmo

"Il ritmo del cuore della madre è il primo suono che sentiamo, il suono rassicurante e protettivo che

ci accompagna durante la gestazione. Cullati nelle acque amniotiche, il ritmo del cuore come una

conchiglia che risuona tutto intorno...Il ritmo rappresenta una scansione uguale e prevedibile del

tempo: ritorna su sè stesso, e con questo ci rassicura ci calma"

Il ritmo mobilizza tanta energia che deve scorrere avanti e indietro lungo i nostri centri energetici,

e quella che non riusciamo ad utilizzare, dovrebbe essere canalizzata su altri livelli. A volte il ritmo

sostenuto genera noia o blocchi energetici faticosi da sostenere.

Cambia Ritmo!!!

 

 

 

 

 "allora che ne pensi del 'Mondo dei Riflessi', di questa realtà speculare e

sommersa?... Come ti senti in questa 'atmosfera' d'acqua, così diversa e distante

dalla tua fatta d'aria? Credevi fosse solo un'immagine, quello che da sopra

vedevi, non sapevi.. non t'accorgevi che era un'altra vita, un altro universo..

E TU UN ALTRO TE STESSO.


(Tra buche Sassi e praterie, M. Berti)

 

 

 


Ispirata dalla lettura: " il Critico dentro di te" (F:Errani)

 

Molteplicità, unicità, appartenenza...un viaggio come bussola, per orientarsi nel

 

cammino, da me (piccola stella) all'universo. 

 


Sempre accanto il mio "grillo parlante", nel tempo meno critico e piu

 

collaborante 

 

 

Incontrarvi inchiodata ad una croce e trovarvi adulti come ali di farfalla.

Dentro ad una storia che accomuna ogni storia.

 

 

 

 

 

IL PATTO

 

 

 

 

ALICE E IL TOPOLINO

 

 

 

 

Il Sogno: L'isola (agosto 2019)

 

VETRI  Cinzia Colaprico

 

Questi vetri mi proteggono dal Mondo.


Questi vetri mi fanno vedere il Mondo


E nello stesso tempo mi proteggono dal Mondo.


Sono vetri forti e spessi,


così spessi da poterci giocare senza farsi male


… o quasi…!

Questi vetri trasparenti iniziano ad avere qualche rigone.


Ho giocato troppo spesso e troppo pesante


Pensando fossero infrangibili.


Un gioco veramente strano: eppure il Mondo


Là fuori mi vedeva…e giudicava!


Ora, mentre sto pensando,


noto una grande crepa.


Ma io,


voglio o non voglio che si rompano questi vetri?

 

Sento dell’aria provenire da laggiù. Mi volto:


l’aria mi riempie gli occhi…Ma tra una lacrima e l’altra,


riesco ancora a notare che quei vetri – che io pensavo infrangibili-


ora sono tutti sotto i miei piedi!


Non fanno tanto male come si potrebbe pensare.


Non esce sangue dalle mie ferite. Oppure esce…


…ed io non lo voglio notare.


E’ una sensazione strana: l’aria è sempre più gelida!

 

L’aria comincia ad intiepidirsi.


Alcuni frammenti di vetro sembrano scomparsi.


Altri sono ancora lì,


sotto i miei piedi e sparsi per la stanza.


Li vedo ogni volta che entro:


a giorni sembrano di più… a giorni di meno.


Le ferite si stanno cicatrizzando.


Penso:


“Devo aver avuto grande forza nel mio pugno


per spaccare quei vetri, l’altro giorno!”.

 

disegno by Simona Rossi  

 

 

 

 

STUPORE e MERAVIGLIA

Farfalle e pipistrelli, diversità o faccie di una stessa medaglia? Visti con lo

stupore 'bambino' privo di giudizio (il nostro Bambino interiore) tutto è

meraviglia. Nessun giudizio ma solo curiosità.

 

 

 

 

 

Portami con te, ovunque tu vada.

 

 

 

 

 

E allora come sarebbe poter scegliere di connettersi all'armonia e all'amore

dell'universo, senza per questo rinunciare alla logica e alla struttura che ci

sostiene? UNA DANZA o il Nirvana?

 

 

 

 

Lenire l'anima con il colore e le parole

 

 

 

 

Dedicato al Merlo ballerino: Ciciò

 

 

 

Due mondi così distanti, unico destino 

Testo di Cinzia Colaprico, amica e artista appassionata

“Cosa c’è?” - disse il diavolo “guardiamo bene cosa c’è! Al di là di queste folte piume vedo tutto buio e non distinguo le forme”.
“Sporgiti di più” – gli sussurrò una dolce voce. Voce che non era vicina, che sembrava distante, ovattata, quasi un eco.. continuava “sporgiti, non avere paura” e poi ancora “il diavolo ha coraggio, è forte, sprezzante del pericolo, forza…allora.. perché non guardi cosa c’è al di là?”.
Invece il diavolo aveva paura, non voleva dirlo, ma se la faceva sotto.. il buio, sin da bambino lo spaventava, le tenebre in cui ha dovuto vivere per l’ eternità se le sentiva addosso come qualcosa di ingombrante, di pesante, di opprimente… Ed ora che ne era finalmente uscito, avrebbe voluto gridare al mondo quanto si sentiva libero … invece rimaneva lì, tra quelle piume, materia consistente, fragile, morbida che non aveva mai considerato, lui che viveva tra le fiamme.
E poi… ora che si era aperto quello spiraglio, sentiva freddo, no di più… aveva i brividi di freddo… tremava come una foglia al vento, lui che era abituato al caldo, alle fiamme alte
“Dai, cosa aspetti ancora” disse la voce ora dal tono meno dolce e più spazientito “Sono girata di spalle e non ne posso più. Una falcata ampia e sei di là… puoi vedere ciò che ti aspetta, lo puoi vedere anche per me, che sono girata di spalle.. dai, guarda cosa c’è? Non sei curioso? Mi avevano detto che i diavoli sono curiosi… Che disdetta, l’ ho trovato io l’ unico diavolo pauroso?!”
“Un attimo… adesso esco… ma tu chi sei? Si sta così tanto bene qui, tra queste piume morbide… dopo le fiamme dell’ inferno, quasi quasi, ci faccio un pensierino…”
E la voce, sempre più spazientita e molto meno dolce: “Adesso basta però, non si fa così! Non puoi tradire l’ immagine che avevo di te. E’ da quando sono piccola che mi dicono di avere paura del diavolo… se sapevo che i diavoli erano così, titubanti, impauriti… beh mi sarei fatta un’ immagine ben diversa, avrei anche combinato marachelle senza il pensiero che “poi arriva il diavolo a tirarmi per l’ aureola…e sono guai!!”
“Ma io non so… io non so perché ho così tanta paura di guardare cosa c’é… lo so, non è da me… ma proprio sento che non sarà piacevole quello che vedrò!”
“Beh, e anche se non è piacevole – commentò la voce con un tono aspro e risentito – se non è piacevole chissene…!! Se non è piacevole non lo sarà per te, intanto ti togli di qui, che stai sporcando le mie folte piume, che le stai rovinando … bada che se poi non riesco più a volare mi arrabbio con te!! E poi io non ne posso più di stare girata di schiena senza vedere cosa c’è! Io voglio vedere cosa c’è! Dimmelo, dai, dimmelo … vai avanti o ti do un calcio che avanti poi ci vai con la forza!!”
Così il diavolo prese un po’ di coraggio e fece un passo, chiuse gli occhi, respirò a fondo e fece una ampia falcata con quelle gambe sottili che si ritrovava. Fu così ampia ed improvvisa che non si accorse di essere rimasto impigliato con le corna a quel piumaggio morbido e se lo trascinò con sé, ma non vide nulla perché aveva ancora gli occhi chiusi per la paura… sentì solo sprofondare il terreno sotto i suoi piedi e sentì quella vocina tornare dolce, ovattata, lontana… ma ora molto più impaurita… “cosa sta succedendo? Dove stiamo andando? Dove mi stai portando? Stiamo precipitando… le ali non riescono più a volare”
E il diavolo, con tutto il coraggio e la forza che aveva, rispose: “due mondi così distanti, un unico destino”.

 

 

Sentire la protezione che possiamo offrirci

 

 

 

 

 

 

 

CAMBIARE VISIONE

Il sogno racconta ciò che l'anima svela

 

Ogni giorno accade di leggere notizie di violenza alle donne da parte di uomini. Ogni volta il mio essere donna si sente violentato, abusato, amareggiato e addolorato. Oggi la notizia di un video messo in rete, che riprende atrocità in nome di una religione, di un credo politico, in nome di un Dio o chi per lui, mi ha 'squarciato la ragione'.

 

 

 

Dedicato a Te